I filtri di tipo B e B P sono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) per la protezione delle vie respiratorie nei luoghi di lavoro in cui si è esposti a gas e vapori inorganici potenzialmente nocivi.
Quando combinati con filtri antipolvere, offrono una protezione completa ed efficace, particolarmente indicata in presenza di sostanze tossiche che richiedono un livello elevato di sicurezza.
In questo articolo approfondiremo nel dettaglio cosa sono i filtri di tipo B e B P, quali contaminanti ne rendono necessario l’utilizzo, in quali ambiti lavorativi sono consigliati e quali normative ne regolano l’impiego.
Cosa sono i filtri di tipo B e B P
I filtri di tipo B e B P si utilizzano insieme a semimaschere o maschere intere e fanno parte dei filtri protettivi per maschere facciali più comuni nel settore industriale.
I filtri di tipo B sono dispositivi progettati per offrire protezione contro gas e vapori inorganici come cloro, acido solfidrico, cianuri e altre sostanze potenzialmente tossiche non contenenti carbonio, incluso l’acido cianidrico.
I filtri di tipo B P (B con particolato) sono una versione più completa, che combina la protezione contro gas e vapori inorganici con quella contro particelle solide e liquide, come polveri, fumi e aerosol.
I filtri sono suddivisi in tre classi (1, 2 e 3) a seconda della capacità filtrante, dove la classe 1 indica una bassa capacità e la classe 3 una alta capacità filtrante.
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Sostanze tossiche che richiedono i filtri di tipo B e B P
I filtri di tipo B sono progettati per proteggere dai seguenti contaminanti:
- Acido cianidrico
Gas incolore altamente tossico e infiammabile, con odore di mandorle amare; interferisce con la respirazione cellulare. - Acido formico
Liquido corrosivo usato in ambito industriale e agricolo; può causare ustioni cutanee e irritazioni respiratorie. - Acido ioidrico
Gas corrosivo e irritante usato in chimica organica. - Idrogeno solforato
Gas incolore dal caratteristico odore di uova marce; altamente tossico per il sistema nervoso e respiratorio. - Acido tiolico
Composto contenente gruppi solfuro; spesso con odore sgradevole e proprietà irritanti. - Anidride clorica
Sostanza corrosiva e tossica, utilizzata in applicazioni industriali come la disinfezione o la produzione di composti chimici, con elevati rischi per le vie respiratorie se inalate. - Bromo
Elemento chimico liquido a temperatura ambiente; molto reattivo e irritante per pelle, occhi e vie respiratorie. - Cianogeno
Gas tossico contenente gruppi ciano; interferisce con il metabolismo cellulare e può essere letale. - Cloro
Gas verde-giallo usato come disinfettante; molto tossico se inalato, può causare edema polmonare. - Diazometano
Gas esplosivo e altamente tossico, usato in sintesi organica; può causare danni ai polmoni anche a basse concentrazioni - Diborano
Gas incolore e altamente infiammabile usato come riducente; tossico per il sistema nervoso centrale e respiratorio. - Fluoro
Gas giallo pallido estremamente reattivo; corrosivo e molto pericoloso se inalato o a contatto con la pelle. - Isopropilammine
Ammine organiche volatili usate in sintesi chimica; irritanti per pelle, occhi e vie respiratorie. - Isopropilammina
Forma singola delle isopropilammine; liquido volatile, infiammabile e irritante. - n-butilammine
Ammine alifatiche usate in chimica industriale; tossiche e infiammabili, provocano irritazione e sensibilizzazione - Tiofene
Composto aromatico contenente zolfo; usato come solvente, irritante e potenzialmente nocivo a lungo termine.
I filtri di tipo B P sono progettati per proteggere dai seguenti contaminanti:
- Acido cloridrico
Gas corrosivo, irritante per occhi e vie respiratorie; usato in vari processi industriali. - Acido fluoridrico
Estremamente corrosivo e tossico anche a basse concentrazioni. L’inalazione dei suoi vapori può provocare grave irritazione delle mucose, tosse, difficoltà respiratoria, edema polmonare. - Acido formico
Liquido corrosivo e irritante, può causare danni cutanei e respiratori - Acido perclorico
Agente ossidante potente e corrosivo. Può causare gravi lesioni alle vie respiratorie, inclusa irritazione severa delle mucose, tosse persistente, broncospasmo e, in esposizioni prolungate o intense, danni polmonari permanenti - Idrogeno solforato
Gas incolore dall’odore di uova marce; neurotossico ad alte concentrazioni. - Disolfuro di allilpropile
Composto organico solforato che, se inalato, può provocare irritazione delle vie respiratorie superiori, con sintomi come bruciore a naso e gola, tosse e difficoltà respiratoria. - Bromuro di benzile
Liquido altamente lacrimogeno e tossico, usato come intermedio chimico. - Cloruro di zolfo
Liquido rosso scuro, fumante, corrosivo e tossico per inalazione. - Formaldeide
Gas pungente cancerogeno, usato in resine e disinfettanti; tossico anche a basse concentrazioni. - Fosfina
Gas tossico e incolore, usato come pesticida e in elettronica; colpisce il sistema nervoso. - Fosforo rosso
Solido infiammabile, meno reattivo del bianco; può generare vapori tossici se riscaldato - Fosgene
Gas altamente tossico per le vie respiratorie, anche a concentrazioni molto basse. L’inalazione provoca irritazione immediata di naso e gola, seguita da una fase latente che può evolvere in edema polmonare acuto anche dopo alcune ore. - Idruro di selenio
Gas altamente tossico con odore acre; danneggia fegato e sistema nervoso. - Iodio radioattivo
Isotopi radioattivi usati in medicina; può essere assorbito rapidamente attraverso le vie respiratorie e accumularsi nella tiroide, aumentando il rischio di tumori o disfunzioni tiroidee. - Lewisite
Agente chimico vescicante. Provoca irritazione immediata di naso, gola e trachea, seguita da broncospasmi, tosse violenta e possibile edema polmonare. - Isocianato di metile
Composto industriale altamente tossico; responsabile del disastro di Bhopal. - Pentacloruro di fosforo
Solido reattivo e corrosivo; a contatto con l’acqua rilascia acido cloridrico. - Perossidi inorganici
Agenti ossidanti instabili e corrosivi; pericolosi per contatto e inalazione. - Diisocianato di toluene
Sostanza sensibilizzante e tossica per inalazione; usata nelle schiume poliuretaniche.
- Tricloroetilene
Solvente industriale, sospetto cancerogeno; tossico per fegato e sistema nervoso.
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Ambiti lavorativi in cui è consigliato l’utilizzo
L’impiego dei filtri di tipo B e B P è raccomandato in tutti quei contesti in cui i lavoratori possono essere esposti a gas e vapori pericolosi di origine inorganica. Tra i settori principali troviamo:
- Industria chimica e farmaceutica
Dove si manipolano sostanze volatili potenzialmente tossiche. - Trattamento acque e impianti fognari
Dove possono sprigionarsi vapori come cloro e acido solfidrico. - Laboratori di ricerca
In cui si effettuano esperimenti con composti chimici inorganici. - Raffinerie e impianti industriali
Dove l’esposizione a gas tecnici o di processo può rappresentare un rischio. - Protezione civile e ambientale
In caso di interventi in ambienti contaminati da sostanze chimiche.
In tutti questi contesti, i filtri per gas e vapori inorganici per la protezione delle vie respiratorie sono essenziali per tutelare la salute degli operatori.
Normative per filtri antigas e antivapore inorganico
L’utilizzo dei DPI per la protezione delle vie respiratorie, inclusi i filtri di tipo B e B P, è regolato da normative europee che garantiscono la sicurezza e l’efficacia dei dispositivi.
La norma EN 14387 stabilisce i requisiti, le prove e la marcatura dei filtri antigas e combinati. In particolare:
- La lettera B identifica i filtri adatti a gas e vapori inorganici (escluso il monossido di carbonio).
- La classificazione numerica (1, 2, 3) indica la capacità del filtro.
- I filtri combinati (tipo B P) devono anche soddisfare i requisiti della norma EN 143:2000+A1:2006, che regolamenta i filtri antipolvere.
Tutti i filtri devono essere marcati CE e accompagnati da istruzioni chiare, che ne definiscano l’uso corretto e i limiti operativi.
Conclusioni
I filtri di tipo B e B P sono una scelta imprescindibile per la protezione individuale nei contesti industriali e professionali dove vi è esposizione a gas e vapori inorganici.
La conoscenza delle loro caratteristiche, dei settori d’impiego e delle normative che ne regolano l’uso è essenziale per garantire la sicurezza sul lavoro degli operatori.
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