Filtri di tipo K e K P per maschere facciali: guida completa alla protezione delle vie respiratorie

filtri di tipo K e K P per maschere facciali

Introduzione

I filtri di tipo K e K P sono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) fondamentali per la protezione delle vie respiratorie in ambienti dove è presente ammoniaca o i suoi derivati, oltre ad altri gas e vapori alcalini potenzialmente nocivi.

Abbinati a maschere per la protezione delle vie respiratorie (APVR), garantiscono una protezione efficace e affidabile, contribuendo in modo decisivo alla sicurezza sul lavoro negli ambienti industriali e nei laboratori dove si manipolano sostanze chimiche volatili..

In questa guida scoprirai come funzionano i filtri per maschere per la protezione delle vie respiratorie di tipo K e K P, quali sostanze neutralizzano — con particolare attenzione all’ammoniaca (NH₃) —, i principali settori di impiego e le normative di riferimento per un uso conforme e sicuro.

 

Cosa sono i filtri di tipo K e K P

I filtri di tipo K (colore verde) e K P (colore verde e bianco) appartengono alla categoria dei filtri per la protezione delle vie respiratorie impiegati con semimaschere e maschere intere.
Sono ampiamente impiegati nel settore industriale e nei laboratori chimici.

  1. Filtri di tipo K → sono progettati per offrire protezione dalle esalazioni di ammoniaca (NH₃) e dei suoi derivati organici e inorganici, oltre che da altri gas e vapori alcalini potenzialmente nocivi.
    Grazie ai materiali adsorbenti contenuti al loro interno, questi dispositivi catturano e neutralizzano sostanze che possono risultare irritanti o tossiche per le vie respiratorie, garantendo un’elevata sicurezza anche in ambienti ad alta concentrazione di contaminanti. 
  2. Filtri di tipo K P → sono filtri combinati che uniscono la protezione dai gas e vapori alcalini alla filtrazione delle particelle solide e liquide.
    Offrono quindi una difesa completa non solo contro ammoniaca e vapori chimici, ma anche contro polveri, nebbie, fumi e aerosol grazie ai livelli di efficienza P1, P2 o P3 (dove P3 rappresenta la massima capacità filtrante).

Come per le altre tipologie, anche i filtri di tipo K e K P sono suddivisi in tre classi di capacità (1, 2 e 3): maggiore è il numero, più lunga è la durata e più elevata l’efficacia del filtro.

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Sostanze tossiche che richiedono i filtri di tipo K e K P

I filtri di tipo K sono raccomandati in presenza di sostanze chimiche e gas alcalini che possono compromettere la salute respiratoria, come:

  1. Etilenimina → Composto organico altamente reattivo e tossico, utilizzato nella produzione di resine e plastificanti. È irritante per pelle, occhi e vie respiratorie e può avere effetti cancerogeni.
  2. Idrazina → Liquido incolore dall’odore di ammoniaca, impiegato come agente riducente e propellente per razzi. Estremamente tossica e corrosiva, può danneggiare fegato, reni e sistema nervoso.
  3. Metilammina  Gas incolore dall’odore forte e ammoniacale, usato nella sintesi di pesticidi, farmaci e solventi. Può causare irritazione acuta alle mucose e problemi respiratori.
  4. Trietilammina  Liquido incolore volatile con odore pungente, impiegato come catalizzatore e intermedio chimico. Provoca irritazione a occhi, gola e vie respiratorie ed è infiammabile.

 

I filtri di tipo K P per maschere facciali sono raccomandati in presenza dei seguenti contaminanti chimici:

  1. 2-Aminopiridina → Solido cristallino usato come intermedio nella sintesi di prodotti farmaceutici e pesticidi. Tossico per inalazione e ingestione, può causare irritazione e disturbi neurologici.
  2. Ammoniaca (NH₃)→ Gas incolore dall’odore pungente e penetrante, ampiamente utilizzato in fertilizzanti e detergenti industriali. Altamente irritante per occhi, pelle e vie respiratorie, può essere pericoloso ad alte concentrazioni.
  3. Etilammina → Gas incolore o liquido volatile con odore simile all’ammoniaca, impiegato nella produzione di farmaci, coloranti e pesticidi. Provoca irritazione a occhi e vie respiratorie ed è facilmente infiammabile.

 

Focus: Ammoniaca 

L’ammoniaca (NH₃) è tra i contaminanti più comuni e pericolosi in ambito industriale.

Si presenta come un gas incolore dall’odore pungente e penetrante, solubile in acqua, e viene impiegata nella produzione di fertilizzanti, detergenti, refrigeranti e in diversi processi di sintesi chimica. A concentrazioni elevate, l’ammoniaca provoca forte irritazione alle vie respiratorie, agli occhi e alla pelle, con possibili effetti corrosivi e rischio di edema polmonare. 

Per questo motivo, negli ambienti dove è presente — anche solo in forma di vapori — è indispensabile l’uso di filtri di tipo K o K P, specificamente progettati per neutralizzare i gas e i vapori alcalini e garantire una protezione respiratoria efficace.

sostanze tossiche ammoniaca per filtri di tipo K e K P

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Settori lavorativi in cui è consigliato l’utilizzo dei filtri K e K P

L’impiego dei filtri di tipo K e K P è indispensabile in tutti gli ambienti di lavoro dove l’ammoniaca o i suoi derivati sono presenti o possono liberarsi sotto forma di gas o vapori.

Questi dispositivi sono fondamentali in:

  1. Settore chimico e farmaceutico, dove l’ammoniaca viene utilizzata come reagente o intermedio di sintesi.
  2. Industria dei fertilizzanti, con elevata presenza di ammoniaca nei processi di produzione e stoccaggio.
  3. Impianti di refrigerazione industriale, che utilizzano ammoniaca come fluido refrigerante.
  4. Trattamento delle acque reflue e laboratori di ricerca chimica, dove l’esposizione ai vapori è frequente.
  5. Settore della pulizia e sanificazione industriale, dove possono svilupparsi vapori alcalini da soluzioni a base di ammoniaca.

In tutti questi contesti, l’utilizzo di APVR con filtri di tipo K e K P è indispensabile per garantire una sicurezza sul lavoro conforme alle normative.

 

Normative e marcature principali 

I filtri di tipo K e K P rientrano nella categoria dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) di classe III per le vie respiratorie e il loro utilizzo è regolamentato da norme europee e internazionali volte a garantire la sicurezza sul lavoro. 

Le principali normative di riferimento sono:

  1. EN 14387 – Normativa europea che definisce i requisiti e le prestazioni dei filtri per maschere facciali contro gas e vapori, comprese le ammine e i gas alcalini.
  2. EN 143 – Specifica le prestazioni dei filtri antiparticolato P1, P2, P3, applicabili ai filtri combinati K P.
  3. Regolamento (UE) 2016/425 – Disposizioni generali sui DPI, compresi requisiti di marcatura, classificazione e valutazione della conformità.
  4. ISO 16975-3 – Linee guida internazionali per la selezione, l’uso e la manutenzione dei filtri respiratori.

L’osservanza di queste normative garantisce che i filtri K e K P offrano una protezione efficace e certificata contro l’ammoniaca e i suoi derivati nei diversi ambienti di lavoro, riducendo al minimo il rischio di esposizione professionale.

 

Conclusioni

I filtri di tipo K e K P sono dispositivi indispensabili per la protezione respiratoria nei luoghi di lavoro dove sono presenti ammoniaca e vapori alcalini, anche in combinazione con particolato e aerosol.

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